La scala della vita

Scritto da : Ruggero Bonometti

Un detto  girovago del datato mondo del passato che fu , una semplice e banale  frase  che trasporta con pienezza d’orgoglio una vita vissuta, segnata nel più profondo angolino della menta,  riemerge nei limiti  della materia grigia imponendola  nel presente, e dinanzi a una generazione meno datata , ecco il jolly la carta che collega ogni argomento a una frase piccina che non dice nulla ma che dice tutto,

toccando questo compare la scala della vita, ti si apre l’orizzonte della vita già trascorsa ,ogni gradino ti fa vedere sempre più in la nell’orizzonte del tempo materiale, nel percorso iniziale devi prendere lo scettro dell’ascolto  , dove sopra di te trovi racconti di altri tempi ,che nella scatola cranica vanno a posizionarsi ordinatamente pronti a maturare nel passare degli anni , tesoro di narrativa sarà incisa sui gradini da scalare .                                                             coglierai al momento giusto i frutti ben maturi dei teorici insegnamenti , tramandati con propria declinazione artistica , il fluttuante e ondeggiante dire sarà sempre in evolutiva dimensione di ogni oratore.

            Le giovani leve che si prestano con mani robuste ad aggrapparsi ai bastoni lisci della scala, danno il loro primo slancio all’ascesa della vita temporale, e subito vengono zittiti  da voci qualche gradino più in alto, che volgono il loro sguarda nel orizzonte basso indicando già affermative teorie dell’io che scontra il tu, inerte e incomprensibile dinanzi a gradini macinati in precedenza da umani anta , la leva viene subito colta dell’emulazione per cogliere il più presto possibile gradini per la vetta della maturazione .                                                       il guardar del giovane  per scrutare l’altezza , porta attriti tra il salire e il scendere,  le ombre chiudono l’ascesa e la discesa lo sguardo verso l’inferiore dona il sapere del passato, che illi volge al dir quando io ebbi il giovar età prematura io ero al di sopra delle tue esposte forze d’oggi ,e da lì l’evolvere in fantomatici sproloqui lessici del essere nel futuro passato, annientando le forze dimostrative dell’oggi.                              Il giovinastro due gradini in basso, volve lo sguardo muto verso chi si puo definire un super eroe , dei due gradini del passato, il saper che il tempo e i gradini daranno medaglie di guerra al giovane che decorerà  con aneddoti  della vita bellica , che finiranno in un deposito celebrale pronti in futuro dei gradini più bassi, si puo dire che la ruota gira ma nel nostro sapere e la scala , eretta verso il cielo a dare visioni del lontano passato, e il più allungar la vita estende la fatica del salir materiale, e volgendo lo sguardo verso il basso con tempi che sempre più si accorciano come l’eta evolve nella maturazione come i cerchi di

un albero secolare che nel passar del tempo aggiunge cerchi, visibili solo per amputazione scoprendo i segni del tempo ,la corteccia nasconde lo svolazzo del tempo, e solo il battito delle labbra lascia uscire le vibrazioni dell’ugola, da  conferma dei disegni circolari impegnativi da quantificare , che l’io li dimostra orgogliando il tempo che fu ma la malinconica mente viene appesantita dalla conferma che il volgere di gradini sempre più sollevati. Nel idilliaco raggiungimento della medesima mezza età  , avviene nel profondo pensare un punto al quanto esclamativo, che rimbalza tra i neuroni volatili della scatola cranica , che nel volgere lo sguardo non nel basso abitudinario dei gradini ormai scalati , ma neanche nei superiori gradini alla vetta, ma bensi il fronte orizzonte sterminato del proprio passato, soffermandosi ad un calcolo alquanto matematico dell’esplicito fare,e qui che il dilemma estende le sue ragioni , e ma e pur vera la regola di quando eravamo giovani, oggi maturante dagli trascorsi mi dico nella riflessione dei due corpi , se un dì da giovane  la voglia rallentava il                                                          fare ,e la fisicità era armata, di energiche risposte muscolo scheletriche prestazionali di un purosangue, ma la resa era di un poni dalle gambe corte , oggi l’inversione del fare, i neuroni  eretti come un soldatino marciante che scandisce ordini su

 

ordini ad arti oramai un po acciaccati, ma con destrezza coordina nella lentezza ma con risultati da top player, e il veder sgranare gli obbiettivi tondi di chi si appoggia a gradini inferiori con fatica, leggendo nell’allucinato viso giovanile , ma io nel volgere del maturante tempo sarò anch’io un super eroe come il vecchio narrante, la riflessa risposta sta nel continua l’ascesa dei scalini, che vanno sempre ad restringersi, affievolendo la propria resistenza, ordunque dando stimoli come uno scalatore in prima cordata , narrando forze che nel passato non abbiamo usato, facciamo si che nel picconare la salita raccontando ai gradini più in basso storie nostalgiche di gioventù, ingrossando il volume del reale diamo l’illusione del voler emular il grado superiore della scala, finche essa reggerà il peso del tempo che avanza dara benzina nel motore ascendente giovane.                                                                             Il tempo spezzerà il gradino sottostante ai piedi ormai affaticati del corpo invecchiato del narrante ,che cederà lo scettro a gradini inferiori che aprirà le proprie pagine scritte nelle scalata della vita, giungendo l’ora d’esser la guida narrante, la scala per il vecchio narrante cedendo il gradino dividendo il  vecchio corpo materiare che cadrà in basso, che con le sue fatiche a portato la giovane anima verso limbo paradisiaco del sue evolvere spirituale.